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Tutto quello che è necessario, non è mai rischioso.
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È assolutamente imperdonabile non prevedere e non evitare quelle situazioni in cui non si può far niente che non sia sbagliato.
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Spesso congiurare è una pazzia; ma, una volta finita la congiura, non c'è niente di meglio che mettere la testa a partito, almeno per qualche tempo. Infatti il pericolo non finisce subito e ci si deve per forza conservare prudenti e circospetti.
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È bello che un coraggioso pecchi per bontà: si constata l'insuccesso politico, ma si loda l'esempio morale.
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Il valore d'un uomo può dipendere più da ciò che non fa in certe occasioni che da tutto quello che può fare per il resto dei suoi giorni.
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È una bella stupidaggine far parlare di sé come di persone capaci di azioni pericolose.
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Il clima di paura è adatto per discutere, ma non per decidere.
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Le persone più diffidenti sono spesso le più facili da imbrogliare.
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Il falso senso di sicurezza, ispirato dalle alternative di riserva, è la causa più frequente delle imprudenze che facciamo.
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Gli uomini incerti, di solito, non esitano tanto sul fine, quanto sui mezzi.
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È la maledizione dei paurosi: la paura dà corpo alle loro fantasie e le ingigantisce. Immaginano che l'avversario avrà un pensiero e già se lo vedono piombare addosso. Allora, per evitare danni immaginari, s'accollano danni reali.
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Le persone incerte preferiscono sempre le soluzioni ambigue, che permettono di rinviare la scelta.
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Quando la paura si sente furba, diventa del tutto incorreggibile.
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Il coraggio è una dote non rara, per non dire banale. La determinazione è più rara di quanto s'immagina, eppure è ancor più necessaria per compiere grandi azioni.
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Nessuno crede gli altri capaci di far quello che non sa fare lui.
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Non è strano che gli uomini non conoscano se stessi, visto che non si ascoltano quando parlano.
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L'esperienza ci fa conoscere che tutto quello che è incredibile è falso.
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Un indeciso non segue quasi mai la propria visione delle cose, finché gli rimane una scusa per tergiversare.
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Le buone intenzioni si devono esagerare meno di qualsiasi altra cosa.
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Per ogni cosa c'è il momento giusto: il massimo dell'abilità è saperlo vedere e cogliere al volo.
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Quando si è costretti a fare un discorso spiacevole, è più cortese presentarlo un po' arzigogolato che semplice e limpido, perché ferisce meno.
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Per convincere un pauroso, mostragli a fosche tinte un abisso dopo l'altro. Si butterà senza esitare in quello che tu vorrai.
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I cervelli di gallina non ammettono mai che qualcosa succeda per caso, se può avvenire per calcolo.
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Ciascuno è portato a immaginare che i mezzi migliori per fregare gli altri siano precisamente quelli adatti a fregar lui.
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Gli uomini delle grandi realizzazioni hanno questa superiorità sugli altri: che arrivano prima a vederne la possibilità.
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In un tentativo di riconciliazione, niente crea diffidenza quanto la ritrosia ad accettare obblighi di riconoscenza verso l'interlocutore.
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Ciò che sembra azzardato ma non lo è di solito è saggio.
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Chi pensa che il capo di un partito lo guidi come vuole, non sa che cos'è un partito. Di solito i veri padroni sono i subalterni, con i loro interessi veri o presunti: loro prendono la mano al capo e condizionano la sua prudenza.
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La prima regola da rispettare quando si vuol muovere la popolazione, anche per un attacco bello e buono, è dare a intendere che si tratta solo di difendersi.
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Non c'è forza che possa niente, contro un uomo che difende la sua reputazione identificandosi con il corpo di cui fa parte.
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É pericoloso mostrarsi faziosi, specie quando lo si è.
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A un ministro si addice meno dire delle sciocchezze che farne.
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Non v'è cosa al mondo per la quale non venga un momento decisivo, e il capolavoro della buona condotta è riconoscere e cogliere quel momento.
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Nulla convince le persone di poca intelligenza meglio di quello che non capiscono.
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Nei partiti riesce più difficile vivere con quelli che ne fanno parte, che agire contro quelli che vi sono avversi.
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Bisogna cambiare spesso opinione per essere sempre d'accordo con un partito.
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Alla paura è molto più naturale tener consiglio che decidere.