Biografia di Phineas Barnum

Phineas Barnum
Nazione: Stati Uniti d'America    
Phineas Taylor Barnum nacque a Bethel, Connecticut il 5 luglio 1810 e morì a Bridgeport, Connecticut il 7 aprile 1891. Fu imprenditore e uomo politico.

Nacque in una famiglia della piccola borghesia rurale. Il padre, Philo Barnum, era un oste, bottegaio e sarto, mentre la madre si chiamava Irena Taylor. Il suo secondo nome veniva dal nonno materno, Phineas Taylor, un personaggio vivace e burlone che esercitò su di lui una forte influenza e gli lasciò in dono perfino un terreno, il cosiddetto Ivy Island, che si rivelò una palude inutile, uno scherzo di cui Barnum parlò con ironia per tutta la vita.

Crebbe in un ambiente di commercianti e di piccoli imbonitori, imparando presto a contrattare, a vendere e a divertire la clientela. Nel 1825, quando aveva quindici anni, il padre morì lasciando la famiglia carica di debiti, e il ragazzo dovette lavorare come commesso in un negozio per mantenersi.

Nel 1829 sposò Charity Hallett, una sarta, da cui ebbe quattro figlie, tra cui Caroline, Helen e Frances. Si dedicò a varie attività commerciali, tra cui la gestione di una lotteria e di un negozio, e nel 1831 fondò a Danbury un giornale settimanale, The herald of freedom, con cui sostenne le sue idee politiche e religiose. I suoi articoli violenti gli procurarono una condanna per diffamazione, e nel 1832 trascorse alcuni mesi in prigione, un'esperienza che trasformò in una sorta di martirio per la libertà di stampa e che lo accolse come eroe all'uscita. Nel 1834 si trasferì a New York, dove lavorò in vari impieghi e cercò una strada nel mondo dello spettacolo.

Il suo primo grande colpo risale al 1835, quando comprò i diritti per esibire Joice Heth, una donna afroamericana anziana e cieca, presentata come la balia centosessantunenne di George Washington. Il pubblico accorse in massa e Barnum scoprì la propria vocazione.

Alla morte della donna, nel 1836, un'autopsia pubblica rivelò che aveva circa ottant'anni, e l'episodio fu uno dei più discussi della sua carriera, perché mostrava lo sfruttamento di una persona schiavizzata e l'inganno del pubblico. Negli anni successivi lavorò come impresario di spettacoli itineranti e di piccoli teatri, tra cui il Vauxhall Garden a New York.

Nel 1841 comprese l'importanza di avere un luogo stabile e rilevò lo Scudder's American Museum, a Manhattan, che riaprì nel 1842 con il nome di Barnum's American Museum. Il museo, che univa esposizioni di curiosità naturali, animali, mostre di cere, spettacoli teatrali e conferenze moraleggianti, fu un enorme successo e attirò milioni di visitatori, grazie a una pubblicità aggressiva e a un'abilità fuori dal comune nel costruire attese.

Fra le attrazioni ci fu la cosiddetta "sirena delle Figi", un falso feticcio composto con parti di scimmia e di pesce, e molte altre curiosità più o meno autentiche. Lui stesso amava definire humbug (imbrogli, cazzate) queste trovate, e sosteneva che il pubblico, anche quando sospettava il trucco, pagava volentieri per essere intrattenuto.

Nel 1842 scoprì a Bridgeport un bambino di quattro anni di piccolissima statura, Charles Stratton, che presentò come "generale Tom Thumb". Gli insegnò a cantare, a ballare e a imitare personaggi famosi, e ne fece una star. Nel 1844 lo portò in tournée in Europa, dove furono ricevuti dalla regina Vittoria, e il viaggio, che durò fino al 1847, contribuì a dare a Barnum una fama internazionale. In quegli anni conobbe anche i fratelli siamesi Chang ed Eng Bunker e molti altri artisti, che esibì nel suo museo.

Nel 1850 organizzò la tournée americana della cantante svedese Jenny Lind, detta "l'usignolo svedese", che Barnum non aveva mai sentito cantare ma di cui comprese il potenziale. Con una campagna pubblicitaria di enorme efficacia, la portò in giro per gli Stati Uniti fino al 1852 e guadagnò cifre molto alte. L'impresa gli consentì di presentarsi come un promotore di cultura, non solo un impresario di curiosità. Nel frattempo costruì a Bridgeport una lussuosa villa in stile orientale, chiamata Iranistan.

Il suo successo si trasformò in rovina negli anni Cinquanta. Per aiutare un imprenditore, Barnum prestò la propria firma a una fabbrica di orologi del Connecticut, la Jerome Clock Company, che fallì fatalmente nel 1855, lasciandolo carico di debiti. Per rimediare, vendette gran parte del suo patrimonio e tenne per anni conferenze in America e in Inghilterra, ottenendo grande successo con temi come l'arte di far fortuna e la temperanza. Pubblicò nel 1855 l'autobiografia The life of P.T. Barnum, poi più volte riscritta e ampliata, e nel 1865 The humbugs of the world, dedicato ai truffatori e agli imbonitori, tema su cui aveva una competenza particolare.

Negli anni Sessanta tornò all'attività e al tempo stesso si impegnò in politica. Fu eletto nella legislatura del Connecticut, dove sedette dal 1865 al 1869, sostenne il Partito Repubblicano e si schierò in favore dell'abolizione della schiavitù e del diritto di voto per gli afroamericani. Nel 1865 un incendio distrusse il suo museo di New York, e dopo averlo ricostruito ne perse un secondo nel 1868.

Nel 1873 morì la moglie Charity, e l'anno seguente, a sessantatré anni, Barnum sposò la ventiquattrenne Nancy Fish, figlia di un suo amico inglese. Fu anche sindaco di Bridgeport, nel 1875, e promosse numerose opere per la città, tra cui un ospedale e un parco.

Dopo la perdita del museo, intorno ai sessant'anni, Barnum si dedicò al circo. Nel 1871, con William Cameron Coup e Dan Castello, aprì a Brooklyn il "P.T. Barnum's Great Traveling Museum, Menagerie, Caravan and Circus", presto noto come "The Greatest Show on Earth". Lo spettacolo viaggiava in treno e aveva tre piste, animali esotici e numeri acrobatici.

Nel 1881 si unì al rivale James Anthony Bailey e a James Hutchinson, dando origine al Barnum & Bailey Circus, che divenne una delle imprese di spettacolo più importanti del mondo. Nel 1882 acquistò dallo zoo di Londra l'elefante Jumbo, enorme per l'epoca, che divenne una celebrità fino alla sua morte, nel 1885, in un incidente ferroviario in Canada. Anche questo episodio fu sfruttato in modo magistrale dal suo senso della pubblicità.

Phineas T. Barnum morì a Bridgeport a ottantuno anni, dopo un ictus. Si racconta che nei giorni precedenti un giornale, dietro suo desiderio, avesse pubblicato un necrologio in anticipo, in modo da fargli leggere ciò che si sarebbe detto di lui. Dopo la sua morte, Bailey continuò a guidare il circo, che nel 1907 fu ceduto ai fratelli Ringling, e nel 1919 le due imprese si unirono nel Ringling Bros. and Barnum & Bailey Circus, rimasto in attività fino al 2017.

L'eredità di Barnum è controversa. Fu un geniale pioniere del marketing e della pubblicità di massa, ma ricorse spesso a inganni, e sfruttò persone con disabilità fisiche e minoranze etniche presentandole come "mostri". Anche la frase "Ogni minuto nasce un fesso", che gli viene attribuita, non ha riscontri certi. La sua vita ha ispirato libri, film e musical, tra cui il film The greatest showman del 2017, che ne ha offerto una versione molto romanzata rispetto alla realtà.


Frasi di Phineas Barnum

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

L'arte più nobile è quella di rendere felici gli altri.


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