Biografia di Abbé de La Roche
Nazione: Francia
Jean-Baptiste-Louis de La Roche, nacque attorno al 1700 e morì a Parigi nel 1780. Fu scrittore e uomo di chiesa.
Le informazioni biografiche giunte fino a noi sono piuttosto scarne, ma sappiamo che fu dottore in teologia della Sorbona e predicatore del re, oltre a distinguersi come moralista, scrittore ed editore scientifico.
Il suo nome è legato soprattutto alla tradizione moralistica francese di ispirazione secentesca, poiché nel 1737 curò una nuova edizione commentata delle celebri Maximes di François de La Rochefoucauld, arricchendola di note e osservazioni critiche, morali e storiche a ciascuna delle massime del duca, contribuendo così a mantenerne viva la fortuna editoriale nel corso del Settecento.
Accanto a questo lavoro filologico ed editoriale, l'abate de La Roche pubblicò anche opere proprie di argomento morale e religioso, tra cui le Œuvres mêlées (1732), i Panégyriques des saints (1740) e La belle vieillesse (1747). Il suo lavoro più noto resta tuttavia il Mélange de maximes, de réflexions et de pensées diverses, pubblicato a Parigi presso l'editore Ganeau nel 1767.
Si tratta di una raccolta originale di circa millecinquecento massime, composte sul modello stilistico di quelle di La Rochefoucauld, di cui l'abate era stato per l'appunto commentatore e ammiratore. L'opera è organizzata in sedici sezioni, chiamate "centurie" per il numero di massime che ciascuna contiene, a loro volta suddivise in tre paragrafi tematici dedicati rispettivamente alla religione, alla morale e alla natura.
Trattandosi di una figura minore, non si hanno notizie relative alla sua vita privata o alle sue frequentazioni, ma nel panorama della moralistica francese del Settecento riveste comunque un certo interesse e va ricordato soprattutto come continuatore ed emulo della grande tradizione dei "moralisti" francesi inaugurata nel secolo precedente da La Rochefoucauld stesso.
Le informazioni biografiche giunte fino a noi sono piuttosto scarne, ma sappiamo che fu dottore in teologia della Sorbona e predicatore del re, oltre a distinguersi come moralista, scrittore ed editore scientifico.
Il suo nome è legato soprattutto alla tradizione moralistica francese di ispirazione secentesca, poiché nel 1737 curò una nuova edizione commentata delle celebri Maximes di François de La Rochefoucauld, arricchendola di note e osservazioni critiche, morali e storiche a ciascuna delle massime del duca, contribuendo così a mantenerne viva la fortuna editoriale nel corso del Settecento.
Accanto a questo lavoro filologico ed editoriale, l'abate de La Roche pubblicò anche opere proprie di argomento morale e religioso, tra cui le Œuvres mêlées (1732), i Panégyriques des saints (1740) e La belle vieillesse (1747). Il suo lavoro più noto resta tuttavia il Mélange de maximes, de réflexions et de pensées diverses, pubblicato a Parigi presso l'editore Ganeau nel 1767.
Si tratta di una raccolta originale di circa millecinquecento massime, composte sul modello stilistico di quelle di La Rochefoucauld, di cui l'abate era stato per l'appunto commentatore e ammiratore. L'opera è organizzata in sedici sezioni, chiamate "centurie" per il numero di massime che ciascuna contiene, a loro volta suddivise in tre paragrafi tematici dedicati rispettivamente alla religione, alla morale e alla natura.
Trattandosi di una figura minore, non si hanno notizie relative alla sua vita privata o alle sue frequentazioni, ma nel panorama della moralistica francese del Settecento riveste comunque un certo interesse e va ricordato soprattutto come continuatore ed emulo della grande tradizione dei "moralisti" francesi inaugurata nel secolo precedente da La Rochefoucauld stesso.
Frasi di Abbé de La Roche
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
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Promettete, promettete a lungo, perché la speranza è più viva della riconoscenza.
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